| Guido Monaco, più
noto come Guido d'Arezzo dalla città dove visse e insegnò
nella seconda parte della sua vita, fu il monaco benedettino
cui si deve l'origine della moderna notazione musicale e del
tetragramma (poi evolutosi nell'attuale pentagramma).
La precedente notazione, detta "neumatica", aveva
come elemento di base non la nota bensì il neuma,
che indicava l'insieme di note corrispondenti a un'unica
sillaba.
Il nome delle note che usiamo tuttora fu tratto dalle sillabe
iniziali dei versi dell'Inno a S. Giovanni Battista:
Ut
queant laxis
Resonare
fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte
Iohannes
ad eccezione di Ut che fu rimpiazzato nel seicento da Do
(dalle prime due lettere del cognome del teorico musicale
italiano Giovanni Battista Doni che ne propose l'adozione).
Guido codificò il modo di scrivere le note sulle
righe e negli spazi del tetragramma. Sviluppò inoltre
la prima forma di solfeggio, detta "solmisazione"
e ideò un sistema mnemonico detto "mano guidoniana"
per aiutare l'esatta intonazione dei gradi della scala o
"esacordo". Secondo questo metodo, la successione
dei suoni corrispondeva alla successione delle falangi e
delle punte delle dita di una mano.
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